Nella sezione Chi siamo di molte aziende agricole si leggono spesso storie che attraversano generazioni, racconti di lunghi percorsi imprenditoriali e tradizioni tramandate nel tempo.
La nostra storia, invece, nasce in modo diverso.
Abbiamo sempre vissuto in stretto contatto con la nostra terra e con i suoi doni, ma per lungo tempo questo legame è rimasto confinato alla dimensione familiare, al consumo quotidiano, ai gesti semplici. Quello che ci ha spinti a fare un passo in più è stata una parola sola: condivisione.
Condividere l’amore per il nostro territorio attraverso un prodotto autentico, di nicchia, che solo i terreni della Valle del Belice sanno offrire: l’Olio Extravergine di Oliva da cultivar Nocellara del Belice. Valorizzarlo per noi significa ridare indietro una piccola parte di ciò che questa terra ci ha donato, non solo in termini agricoli, ma anche culturali e umani.
Raccontare un territorio solo con le parole non è semplice. Per questo abbiamo scelto di far parlare il nostro olio. I riflessi, il profumo e il sapore del nostro Donna Elaia sono il modo più sincero che conosciamo per raccontare chi siamo.
A dare voce ai nostri paesaggi, prima di noi, è stato Giuseppe Tomasi di Lampedusa con Il Gattopardo, un romanzo che ha reso immortale questa terra.
«Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori», dice il Principe di Salina. Ogni dominazione ha lasciato un segno profondo: nella storia, nell’indole, nei monumenti, nei paesaggi.
Eppure, tra i continui mutamenti dello scenario siciliano – ora arido, ora profumato, ora torrido – due presenze restano costanti: l’ulivo e la vite.
Per noi, l’ulivo non è solo una pianta. È simbolo di tradizione, di comunità, di lentezza e riflessione. È per questo che sentiamo così forte il legame tra il nostro prodotto e il mondo evocato dal Gattopardo: un connubio capace di ridare indietro valore e memoria con ancora più forza.
Da qui nasce “Oro del Gattopardo”.
Nel nostro territorio l’olio è da sempre considerato un bene prezioso, tanto da essere chiamato oro verde. Una coltura fondamentale non solo per l’estensione che occupa, ma per il lavoro, la cultura e l’economia che da millenni si tramandano di generazione in generazione.
«Nel termine campagna è implicito un senso di terra trasformata nel lavoro», scriveva Tomasi di Lampedusa.
Le sue radici affondano nella stessa terra in cui siamo nati e cresciuti anche noi. Ci piace pensare di respirare la stessa aria, di camminare sugli stessi campi, e soprattutto di condividere la stessa dedizione e lo stesso rispetto per questo luogo straordinario.
Ogni bottiglia del nostro olio è un gesto semplice, ma carico di significato: un modo concreto per ridare indietro alla nostra terra ciò che ogni giorno ci insegna.